Mercoledì il fondatore di Binance, Changpeng Zhao (CZ), ha lanciato una frecciatina alla Bank of America dopo che al colosso bancario sono state inflitte sanzioni federali per oltre 1,21 miliardi di dollari a causa di violazioni delle norme antiriciclaggio (AML) e delle sanzioni. Le autorità di regolamentazione hanno riscontrato che la banca non ha segnalato tempestivamente oltre 5 miliardi di dollari in transazioni sospette, eppure nessun dirigente è stato sottoposto a procedimenti penali. Il commento tagliente di Zhao ha richiamato l’attenzione su questa discrepanza, con altri commentatori del settore delle criptovalute che si sono uniti alla discussione.
CZ contro Bank of America per multa antiriciclaggio da 1,21 mld$

Punti chiave
- CZ ha criticato aspramente l’assenza di accuse penali a seguito della sanzione di 1,21 miliardi di dollari inflitta a Bank of America.
- Il Dipartimento del Tesoro ha riscontrato che Bank of America non ha segnalato tempestivamente oltre 5 miliardi di dollari in transazioni sospette.
- Bank of America deve esaminare le transazioni non segnalate e rafforzare i propri controlli di conformità.
CZ attacca la Bank of America dopo la multa da 1,21 miliardi di dollari e l’assenza di pene detentive
Mercoledì il fondatore di Binance, Changpeng Zhao (CZ), ha espresso il proprio parere dopo che Bank of America è stata colpita da sanzioni federali per oltre 1,21 miliardi di dollari per violazioni delle norme antiriciclaggio e delle sanzioni. Il colosso bancario ha ammesso di aver violato intenzionalmente il Bank Secrecy Act, mentre le autorità di regolamentazione hanno rivelato che transazioni sospette per oltre 5 miliardi di dollari non erano state segnalate o lo erano state in ritardo.
Eppure, nonostante questa punizione da miliardi di dollari, nessun dirigente della banca ha dovuto affrontare accuse penali. Zhao ha colto questo dettaglio in un post incisivo su X, offrendo la propria valutazione su come si è svolta la vicenda. Rispondendo a un post pubblicato su X il 14 ottobre che descriveva in dettaglio il provvedimento, Zhao non ha usato mezzi termini riguardo alle conseguenze che la dirigenza della banca avrebbe dovuto affrontare. Ha dichiarato:
«Nessuno è finito in prigione. Nessun arresto domiciliare. Nessun accordo di rinvio a giudizio (DPA). Nessuno è stato nemmeno incriminato. Acqua passata. Avanti!»
Le sue osservazioni hanno fatto seguito all’annuncio di martedì secondo cui il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva inflitto la terza sanzione più alta della sua storia alla seconda banca più grande d’America. Il paragone ha un risvolto personale. In precedenza, Zhao aveva scontato quattro mesi in un carcere federale dopo essersi dichiarato colpevole di una violazione delle norme di conformità che coinvolgeva Binance. Il presidente Donald Trump lo ha successivamente graziato nell’ottobre 2025.
Il Tesoro svela attività sospette per 5 miliardi di dollari
Il Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) ha inflitto una sanzione di 1,2 miliardi di dollari dopo aver accertato che Bank of America non aveva adeguatamente identificato, indagato e segnalato attività finanziarie sospette. Più di 1 miliardo di dollari dei 5 miliardi di transazioni discutibili riguardava rischi prioritari per la sicurezza nazionale, tra cui reti cinesi di riciclaggio di denaro e attività finanziarie illecite lungo il confine sud-occidentale degli Stati Uniti.
L’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha imposto separatamente una sanzione record di 750 milioni di dollari, che è stata accreditata a fronte della sanzione del FinCEN anziché aggiungersi ad essa. L’Ufficio per il controllo dei beni stranieri (OFAC) ha inoltre ottenuto un accordo transattivo da 11,6 milioni di dollari relativo a 475 presunte violazioni delle sanzioni legate a programmi mirati contro l’Iran, la Russia, il traffico di stupefacenti e il terrorismo. Le autorità di vigilanza hanno tracciato un quadro particolarmente poco lusinghiero dei controlli interni della banca. Il Dipartimento del Tesoro ha affermato che Bank of America ha dato priorità ai ricavi lasciando che le carenze in materia di conformità si aggravassero, mentre l’OCC ha riscontrato che transazioni per un valore di trilioni di dollari non erano state adeguatamente monitorate. I problemi sono persistiti nonostante un’ordinanza di cessazione e desistenza del dicembre 2024 che richiedeva l’adozione di misure correttive.
Lark Davis e Zerohedge si uniscono alle critiche
Anche il commentatore di criptovalute Lark Davis è intervenuto, puntando il dito contro la mancata segnalazione tempestiva da parte della banca di 5 miliardi di dollari in transazioni sospette e l’impatto relativamente modesto sui suoi utili per azione. Davis ha coronato la sua critica con l’osservazione: «E poi ti dicono che le criptovalute sono il cattivo».
Anche il sito di commenti finanziari Zerohedge si è concentrato sui risultati dell’indagine, richiamando l’attenzione sulle reti cinesi di riciclaggio di denaro e sui miliardi di transazioni sospette individuate dalle autorità federali. Le rivelazioni hanno fornito ai critici abbondante materiale, soprattutto alla luce dell’ammissione da parte della banca di violazioni intenzionali e dell’assenza di accuse penali nei confronti dei singoli dirigenti.
Bank of America paga il conto, ma i dubbi permangono
Bank of America afferma di aver già investito miliardi in tecnologie di conformità e di aver assegnato migliaia di dipendenti alla prevenzione dei reati finanziari. L’istituto prevede di assorbire un onere non deducibile fiscalmente pari a 1,2 miliardi di dollari a carico degli utili del terzo trimestre, equivalente a circa 17 centesimi per azione.
L’accordo prevede inoltre una revisione indipendente delle transazioni precedentemente trascurate, insieme a ulteriori miglioramenti al sistema di conformità della banca. Nonostante tutte le sanzioni miliardarie, le ordinanze correttive e le promesse di riforma, il commento di mercoledì dell’ex capo di Binance ha messo in luce un dettaglio piuttosto evidente. Bank of America ha ammesso violazioni intenzionali della legge bancaria federale, ma le risoluzioni annunciate hanno lasciato i suoi dirigenti al riparo da accuse penali. Come sostiene una tesi cinica, il modo più rapido per mettere dietro le sbarre un pezzo grosso della finanza non è violare le normative bancarie, ma derubare chi gestisce le banche.
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