Nove società quotate negli Stati Uniti, tra cui Broadcom, Coreweave, Verizon e UnitedHealth, hanno formalmente sollevato obiezioni alla negoziazione delle versioni tokenizzate delle loro azioni su OKXICE, ponendo un ostacolo inaspettato agli ambiziosi piani dell’exchange di criptovalute di offrire un servizio di negoziazione azionaria 24 ore su 24.
OKXICE deve affrontare 9 ricorsi formali sulla negoziazione di azioni tokenizzate

Punti chiave
- Nove società quotate negli Stati Uniti, tra cui Broadcom e Verizon, hanno formalmente sollevato obiezioni alle azioni tokenizzate su OKXICE.
- La comunicazione di OKXICE del 15 ottobre identifica nove emittenti che si oppongono al modello di tokenizzazione di terze parti adottato dalla piattaforma.
- Il mercato azionario 24 ore su 24, 7 giorni su 7 previsto da OKXICE deve affrontare le obiezioni degli emittenti nonostante la deroga normativa temporanea concessa dalla SEC.
Nove società si oppongono alle azioni tokenizzate
Le obiezioni figurano in un avviso pubblico del 15 ottobre pubblicato da OKXICE, la joint venture tra l’exchange di criptovalute OKX e Intercontinental Exchange (ICE), la società madre della Borsa di New York. Il Wall Street Journal ha riportato per primo la notizia.
Il documento cita nove società che hanno presentato notifiche formali di opposizione da parte degli emittenti.
- Cerebras Systems (CBRS)
- Applovin (APP)
- Applied Digital (APLD)
- Rocket Lab (RKLB)
- Coreweave (CRWV)
- Verizon (VZ)
- Applied Optoelectronics (AAOI)
- Broadcom (AVGO)
- UnitedHealth Group (UNH)
Si tratta di una svolta intrigante per un'iniziativa che mira a portare i tradizionali titoli di Wall Street sull'infrastruttura blockchain. Le società non si oppongono necessariamente alla tecnologia blockchain in sé, ma le loro obiezioni formali le mettono in contrasto con questo particolare accordo di tokenizzazione delle azioni.
Perché le obiezioni sono importanti
OKXICE intende consentire agli investitori di negoziare versioni digitali di titoli statunitensi 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, senza essere vincolati agli orari convenzionali del mercato azionario. In base all’accordo proposto, una terza parte indipendente deterrebbe le azioni effettive delle società tramite un broker-dealer registrato. Ogni token digitale rappresenterebbe il diritto a un'azione sottostante, compresi i relativi diritti di dividendo e di voto.
Tuttavia, c’è un intoppo in corso. L’esenzione temporanea della Securities and Exchange Commission (SEC) prevede un meccanismo di opposizione da parte dell’emittente. Le società possono opporsi alla tokenizzazione delle proprie azioni da parte di una terza parte non affiliata, impedendo potenzialmente a tali titoli di entrare nei pool di negoziazione della piattaforma. Ciò rende le nove opposizioni più che simboliche: esse costituiscono un ostacolo concreto alle offerte previste da OKXICE.
L’esperimento di tokenizzazione di Wall Street incontra resistenze
L’iniziativa, di proprietà in parti uguali di ICE e OKC USA Holding Inc., ha delineato il proprio modello di negoziazione all’inizio di questo mese. Anziché un tradizionale libro degli ordini di borsa, OKXICE intende utilizzare pool di liquidità Uniswap v4 autorizzati sulla blockchain X Layer di OKX. Gli investitori negozierebbero azioni tokenizzate in cambio di stablecoin, tra cui USDC, USDT e USDG. La partecipazione richiede la verifica dell’identità e un portafoglio digitale approvato, mentre la piattaforma opera in base a un’esenzione temporanea concessa dalla SEC anziché alla registrazione convenzionale presso una borsa valori. La comunicazione del 15 ottobre non spiega perché i nove emittenti abbiano sollevato obiezioni. Né stabilisce che essi si oppongano alla tokenizzazione in generale. Tuttavia, la controversia mette in luce una realtà potenzialmente scomoda per le ambizioni di Wall Street nel campo della blockchain. La tecnologia può rendere le azioni negoziabili 24 ore su 24 e le autorità di regolamentazione possono creare un percorso per farlo, ma le società proprietarie di tali azioni possono comunque avere obiezioni proprie.
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